Alla fine, Ada guardò il telefono, poi il balcone, poi Enzo. Non cercò risposte clamorose; si assestò sulla convinzione che ogni giorno offre almeno un motivo per restare. E mentre la città continuava a parlare, lei prese un cucchiaio, mescolò il sugo e sorrise: i capitoli successivi si sarebbero scritti piano, come si fa con le cose importanti.
E poi c’era Enzo: uomo di strade, di orari, di racconti. Un tassista non è solo chi porta da A a B; è l’archivista delle città , colleziona confidenze, speranze, ritorni a casa. Enzo aveva raccontato ad Ada di una corsa memorabile con un attore che aveva perso il volo, di una coppia che si era sposata dopo essersi incontrata su uno dei suoi taxi. Le storie che portava in casa erano come cartoline spedite da angoli diversi della città . Alla fine, Ada guardò il telefono, poi il balcone, poi Enzo
Un ricordo si impose con chiarezza. Era una mattina di pioggia, e Enzo l’aveva portata a scuola sotto un ombrello sgualcito. «Ada, non ti bagnare i pensieri», le aveva detto ridendo. Lei allora aveva pensato che sarebbe stato bello fermare per sempre quel momento: le risate, il suono dell’acqua che batteva sui vetri, la sensazione di essere al sicuro. Ma la vita non concede fermo immagine: concede strade tortuose dove si impara a guidare anche nel buio. E poi c’era Enzo: uomo di strade, di orari, di racconti